In Italia il processo di trasformazione del latino nella nuova lingua
"volgare", durò più di mille anni e la nuova lingua si formò molto
più tardi che negli altri paesi latini, prima di tutto perché da noi erano
più stretti i legami con la civiltà romana e più vive la tradizione e la
gloria di Roma; e d’altra parte, per il fatto che, mentre gli altri stati s’erano
costituiti in stati unitari e quindi il dialetto della capitale s’era potuto
facilmente imporre sugli altri dialetti, diventando lingua nazionale, l’Italia
era divisa in moltissimi comuni, ognuno dei quali aveva il proprio dialetto e
non voleva rinunziarvi a favore degli altri. Ciò nonostante, infine prevalse il
dialetto toscano, un po’ per la sua maggiore fedeltà al latino, un po’
perché Firenze è al centro della penisola, ma soprattutto per aver dato i
natali a Dante Alighieri, il quale consacrò la lingua fiorentina nella
"Commedia".
La lingua col passare degli anni s’è andata arricchendo
e raffinando e col progredire delle civiltà si è accresciuta d’una infinità
di temi nuovi, per cui, in seguito, ha dovuto logicamente assillare i
letterati fino ai tempi nostri, né la questione della lingua è terminata o
potrà aver termine fino a che sarà una lingua viva.